Presentata un’interrogazione per promuovere i Contratti di fiume, nuovi strumenti di partecipazione per programmare un futuro sostenibile.

Alla vigilia della presentazione presso l’Expo di Milano dei lavori del X Tavolo nazionale dei Contratti di fiume, che si terrà nelle giornate del 15 e 16 ottobre, la presidente della Commissione Territorio Ambiente Mobilità dell’Emilia-Romagna, Manuela Rontini, con un’interrogazione ha chiesto una convinta adesione della Regione alla “Carta nazionale dei Contratti di fiume”.

“Si tratta – spiega la consigliera regionale Rontini – di un insieme di regole e principi, condivisi a livello nazionale, a cui ispirarsi nella conduzione dei singoli Contratti di fiume locali. Grazie al coordinamento scientifico della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente, al percorso di condivisione avviato dalla Commissione Ambiente e Energia della Conferenza delle Regioni e all’azione propositiva di tante Associazioni di tutela ambientale, questi strumenti stanno prendendo sempre più piede in Italia”.

“Anche nella nostra Regione – prosegue Rontini – vi sono positive esperienze di questo tipo. Recependo infatti gli stimoli provenienti dal territorio, la prima esperienza significativa è stata avviata nel 2009 ed ha portato alla firma del Contratto di fiume-paesaggio del Medio Panaro. Sono poi seguiti altri percorsi relativi al fiume Marecchia (nato da una fortissima volontà del territorio di riconoscere il fiume come strumento di integrazione tra territori storicamente distinti), al Trebbia, ai torrenti del reggiano (Patto di Rii) e al Lamone. Qui, il fattivo impegno di associazioni ambientaliste e culturali quali l’Associazione delle Erbe palustri di Villanova di Bagnacavallo e GeoL@b onlus, unito a quello delle Amministrazioni interessate e della provincia di Ravenna, ha creato un humus fertile per il coinvolgimento della Regione, che ha finanziato un primo opuscolo divulgativo sul Lamone propedeutico alla nascita del Tavolo delle Terre del Lamone. Lo spunto è nato dal basso, da un percorso partecipato che ha preso forza lungo il tragitto e ha visto aumentare il coinvolgimento di amministrazioni, associazioni e cittadini che vogliono contribuire a rendere più vivo e fruibile il nostro Lamone. Il fiume è da sempre simbolo di vita, multiculturalità e interazione sociale. Ciò nonostante, spesso dimentichiamo questa funzione generatrice di vita e di interscambi, per finire col vedere il fiume come un pericolo da cui proteggersi in occasione di eventi meteorologici avversi. Il Contratto di fiume può essere un utile ed efficace strumento di concertazione delle decisioni operative, per uscire dalla logica della gestione dell’emergenza e del rischio idrogeologico, ed entrare nella fase della corretta gestione, della programmazione degli interventi e degli usi compatibili della risorsa fluviale”.

“L’interrogazione che ho presentato – conclude Manuela Rontini – valorizza quanto realizzato finora dall’Emilia-Romagna, a dimostrazione del fatto che i tempi sono maturi per un’adesione convinta alla Carta nazionale e per sedersi al Tavolo di Expo assieme alle altre Regioni più virtuose del Paese”.

> Il testo dell’interrogazione

> Il testo della Carta nazionale dei Contratti di fiume