Ripercussioni economiche della guerra in Ucraina sulle imprese romagnole. Nadia Rossi: “Avviare o prorogare gli ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori e definire interventi a sostegno delle aziende nei settori più colpiti”. La consigliera regionale ha depositato un’interrogazione per chiedere di sollecitare un intervento del Governo

 

“Le conseguenze umanitarie della guerra scatenata da Putin contro l’Ucraina sono devastanti. All’urgenza di dare una risposta ad una crisi che si aggrava di giorno in giorno, si aggiungono le ripercussioni economiche e sociali per le imprese italiane, soprattutto per quei comparti che nell’Est Europa hanno mercati consolidati. Sbocchi commerciali ad oggi congelati, con conseguenze per produzione, fatturato e occupazione su cui è necessario intervenire sin da subito. Per queste ragioni – dichiara la consigliera regionale Pd Nadia Rossi – ho depositato un’interrogazione rivolta all’assessore Colla per chiedere quali siano le intenzioni della Regione Emilia-Romagna a tutela delle nostre imprese e se intenda sollecitare il Governo per avviare o prorogare misure di ammortizzatori sociali per la tutela dei lavoratori e delle aziende dei settori maggiormente colpiti”.

La consigliera dem parte dai dati riportati qualche giorno fa da “Il Sole24Ore”. “Dopo Milano e Vicenza, la provincia di Rimini è la terza in Italia a rischiare un forte depauperamento con più di 200 imprese che producono oltre il 50 per cento del loro fatturato in Russia” richiama Rossi, dopo che l’allarme era stato già lanciato dal sindaco Jamil Sadegholvaad così come da Confindustria Romagna e da vari imprenditori locali.

“Manifattura, moda e la sua filiera, luxury e industria sono i settori con cui intessiamo rilevantissimi rapporti commerciali con Russia ed Est Europa, mercati di riferimento per la Riviera che sono già in forte fibrillazione. Basti pensare che quella del fashion, con più di 1600 aziende coinvolte, è la terza filiera in Emilia-Romagna per valore dell’export con 7 miliardi di euro all’anno, di cui oltre un miliardo verso Russia e Ucraina. Sul settore della moda la Regione si è già attivata con un ‘Tavolo permanente’ che coinvolge tutti gli attori della filiera e che potrà servire a supportare le imprese in questa difficile fase – specifica Rossi, che continua – E poi c’è il turismo: il mercato russo e ucraino rappresentava il bacino di riferimento su cui costruire il rilancio internazionale di questa prima estate di ripartenza dopo lo stop per la pandemia”.

“Oltre alla secca riduzione di fatturato paventata, c’è anche il rischio di un ulteriore rincaro dei costi energetici e di trasporto, spesso inaffrontabili dalle aziende locali già in difficoltà dopo questi due anni. Per non parlare dei lavoratori: la Cassa Covid attivata nei mesi scorsi è per lo più in scadenza il 31 marzo prossimo, in coincidenza con la conclusione dello stato di emergenza nazionale. Ma questi ammortizzatori sociali prevedevano una ripartenza economica che ora è fortemente compromessa dal conflitto. Tema che rischia di passare in secondo piano, ma che invece va affrontato con urgenza. Dopo l’emergenza umanitaria, affrontiamo l’emergenza economica” conclude.