I divieti di raccolta previsti in determinati mesi dell’anno dall’attuale calendario regionale causerebbero la cancellazione di mostre ed eventi ad hoc con chiare ricadute sul commercio e il turismo locali.

“Bisognerebbe porre rimedio a ciò che attualmente appare come un controsenso”, spiegano i consiglieri piacentini. Al momento è vigente un unico calendario regionale che prevede la raccolta dello scorzone tra il primo maggio e il 31 luglio. “Riteniamo invece che ciascun territorio abbia le sue peculiarità geografiche e climatiche che incidono in modo significativo sull’andamento dei diversi calendari agricoli”.

È con un’interrogazione che Molinari e Tarasconi pongono all’attenzione della giunta il problema, citando come esempio la provincia di Piacenza, zona nella quale la piena maturazione del tuber aestivum è prevista tra giugno e novembre escludendo quindi il mese di maggio a tutela dei fioroni dello scorzone e procrastinando di quattro mesi il periodo di raccolta rispetto a quanto invece previsto dal calendario regionale.
“Le associazioni dei tartufai e dei tartuficoltori di Piacenza – ricordano i consiglieri – organizzano tradizionalmente le loro manifestazioni proprio nel periodo tra agosto e settembre, mesi in cui il calendario unico regionale prevede il divieto di raccolta e di conseguenza di commercializzazione dei tuberi. In conseguenza di tali limitazioni – spiegano – verrebbero cancellate numerose iniziative con chiare ricadute sul turismo locale. Citiamo, tra le più importanti, la Mostra del fungo e del tartufo di San Giorgio prevista il 17 settembre e organizzata di anno in anno in collaborazione con il Comune”.
Secondo Molinari e Tarasconi sarebbe quindi necessario distinguere i periodi in base alla diversa varietà di tartufo e alle differenti peculiarità geografiche e climatiche anche considerato che, come si apprende da una nota dell’interrogazione, diversamente dal tuber aestivum, la tipologia del tartufo bianco (tuber magnatum) richiede una specifica tutela e proprio una pausa nella raccolta nei mesi estivi.
Nel testo dell’interrogazione gli esponenti Dem sollecitano infine “la costituzione della Consulta per la tutela e la valorizzazione del tartufo, prevista dalla nuova legge che disciplina la raccolta, la coltivazione e il commercio dei tartufi”, che dovrebbe essere composta dai rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative dei tartufai, dei tartuficoltori, delle associazioni degli agricoltori, con funzioni consultive. “Ad oggi siamo fermi – osservano Molinari e Tarasconi -; mentre confidiamo sul fatto che la costituzione di questo organismo potrebbe dare un prezioso contributo”.