di Stefano Caliandro (Capogruppo PD Regione Emilia-Romagna)

Se ne va con Renato Zangheri una personalità a cui mi sento particolarmente legato e che ha segnato gli anni migliori della Città di Bologna, ispirando nuove generazioni ad impegnarsi in politica e nell’amministrazione.
Lo ricordo come intellettuale organico al Partito Comunista che si fece promotore di un impegno che coinvolse uomini di cultura dalle eccezionali capacità nel dibattito politico, creando le condizioni per una interlocuzione continua e proficua tra l’Università, le menti più illuminate della vita cittadina e l’Amministrazione pubblica. Da questa miscela positiva di energie e pensiero, amalgamata sapientemente da Renato Zangheri, prese origine quella straordinaria esperienza amministrativa in cui negli anni ’70 furono coinvolti grandi intellettuali capaci di dare lustro nazionale e internazionale alla storia amministrativa della nostra città, introducendo un modello di cui ancora è possibile riconoscere il tratto.

Un modello antesignano dei nostri giorni, che considero ancora attuale come esempio da perseguire nel nostro modo di far politica. Una politica capace di attrarre e fare tesoro delle migliori intelligenze, mettendole a servizio del bene collettivo.
Penso che tutti i bolognesi e gli emiliano-romagnoli ricordino le immagini di Zangheri con a fianco il Presidente Pertini in una piazza Maggiore gremita e commossa ai funerali delle vittime del 2 Agosto. E che suonino ancora attuali le sue parole, quando volle legare la richiesta ferma e decisa di verità e giustizia ai fondamenti stessi costitutivi della nostra Repubblica. Una caratura di uomo delle Istituzioni che mantenne negli anni parlamentari, come Capogruppo del PCI alla Camera dei Deputati e come esponente di un pensiero di sinistra che lo collocò tra i principali protagonisti della politica nazionale.

E’ con un senso di gratitudine e affetto, che mi sento di esprimere a nome mio e del Gruppo PD il più profondo cordoglio per la sua scomparsa.