MODENA – “L’accordo tra Regione Emilia-Romagna e Ministero dello sviluppo economico sulle attività estrattive conferma, anche per il futuro,  il no alle tecniche di estrazione ad alta pressione e al progetto di stoccaggio gas e all’utilizzo dell’acquifero profondo di Rivara a San Felice sul Panaro’ (anche se tutti sanno che il progetto è stato rigettato in via definitiva dai ministeri competenti avendo la regione negato l’intesa)”. I consiglieri regionali modenesi Luciana Serri e Luca Sabattini replicano stizziti alla capogruppo del Movimento 5Stelle Giulia Gibertoni che parla di bufala.

“Continuare a paventare lo spettro del gas di Rivara, come fa il Movimento 5Stelle, di fronte all’evidenzia di un accordo in cui la Regione, in prima persona, si assume la responsabilità di rigettare ogni lontana ipotesi che riguardi quel progetto è un atteggiamento che rasenta lo sciacallaggio – ribadiscono i consiglieri modenesi –  Il no al progetto del gas di RIVARA è frutto di un lungo lavoro tra istituzioni e cittadini, con l’ausilio di professionalità tecnico scientifiche, nato prima del sisma, in un  territorio dove il principio di sicurezza sta a cuore a tutti. Abbiamo seguito in questi anni da vicino, e vicino alle persone, le vicende relative  questo progetto così come i sindaci di quel territori così duramente provati dall’esperienza del terremoto. La Gibertoni vuole leggere nell’accordo quello che non è scritto,  invece di  leggere quello che è scritto nero su bianco. E cioè che l’Emilia-Romagna diviene la prima Regione in Italia a esercitare in materia piena sovranità sul proprio territorio, promuovendo un sistema di monitoraggio ad altissima tecnologica che fissa precisi standard di sicurezza e garanzie ambientali che consente un efficace controllo sulle attività, aumentando il livello di sicurezza. Ci prendiamo la responsabilità di governare situazioni così difficili prendendoci l’onere di gestirle insieme ai territori e nella trasparenza di un confronto sui più alti livelli scientifici e tecnologici disponibili. Certo una scelta più difficile e responsabile che quella di agire sulle paure paventando ciò che non è possibile oggi ed meno che mai domani: il deposito del gas di RIVARA non si farà mai”.