Roberta Mori (PD): “Il processo di allora non portò ad alcuna condanna. Oggi la Legge regionale sulla Memoria del Novecento e il relativo programma degli interventi possono contribuire a divulgare la conoscenza dei fatti a beneficio delle giovani generazioni”.

L’Assemblea ha approvato a maggioranza una risoluzione che impegna la Giunta regionale a promuovere iniziative di ricerca sulla strage di Reggio Emilia del 7 luglio del 1960 e, coinvolgendo istituzioni e familiari delle vittime, a cofinanziare progetti o studi universitari che intendano chiarire appieno quei fatti che sconvolsero la nostra comunità.

“Ho presentato questa risoluzione a inizio luglio, insieme ai colleghi reggiani Torri (SEL), Prodi (PD), Soncini (PD), Alleva (Altra Emilia-Romagna) e Gibertoni (M5S) – spiega la Consigliera regionale Roberta Mori – per portare un contributo di Memoria e di approfondimento storico di eventi che non hanno mai trovato né verità né giustizia. La risoluzione è frutto di un impegno civile che durerà fino a quando necessario, come concordato negli incontri che abbiamo avuto con il regista Giuliano Bugani e con Silvano Franchi, fratello di uno dei Martiri”.

“Grazie allo spirito indomito dei familiari, all’impegno progettuale si affianca un rinnovato impegno culturale ed artistico – continua la Mori – qual è la realizzazione del documentario “Il sole contro. 7 luglio 1960, Reggio Emilia”, del collettivo bolognese Indygroundfilm e pubblicato dalla Bèbert Edizioni. E’ importante sostenere questo esercizio di Memoria anche per la consapevolezza delle nuove generazioni”.

Come ricordato nell’intervento in Aula, quel tragico giorno cinque operai reggiani, Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli, furono uccisi dalle forze dell’ordine nel corso di una manifestazione sindacale. “Oltre ai morti molti furono i feriti, una violenza inaudita – conclude la consigliera reggiana – che non portò ad alcuna condanna fra gli imputati né ad una verifica delle responsabilità del governo Tambroni. Oggi, con la legge regionale sulla Memoria del Novecento e in virtù del relativo programma degli interventi, la Regione potrà contribuire a fare chiarezza e a coinvolgere gli istituti educativi su quell’eccidio di Stato”.