In un’interrogazione alla Giunta Regionale, la consigliera imolese chiede maggiore attenzione per le associazioni che si occupano di trasporto di persone con difficoltà in zone ztl

Dopo la modifica dell’articolo 188 del Codice della strada, le associazioni di volontariato che offrono un’importante opera di sostegno a persone deboli, garantendone gratuitamente il trasporto nei luoghi di cura con automezzi di proprietà della stessa associazione, non possono più ottenere il contrassegno per invalidi che consente di parcheggiare nelle zone Ztl. È quanto fa presente in un’interrogazione alla Giunta Regionale la consigliera PD Francesca Marchetti. Il problema che interessa numerose realtà dell’Emilia-Romagna iscritte al registro regionale del volontariato, riferisce, “era stato posto all’attenzione di un gruppo di lavoro costituito nella scorsa legislatura presso il Gabinetto della Giunta allo scopo di giungere all’adozione di provvedimenti utili ad agevolare le attività di trasporto sociale. Di fatto- precisa- prima della modifica le associazioni potevano ottenere il rilascio del cosiddetto contrassegno, oggi invece la norma prevede che possano essere concessi esclusivamente a persone con capacità motorie sensibilmente ridotte e solo a seguito di una richiesta documentata e di un accertamento sanitario”.

La consigliera chiede dunque a quali conclusioni abbia portato l’analisi fin qui condotta, in particolar modo se il percorso sia stato condiviso con ANCI, anche al fine di favorire l’adozione di strategie costruite sui diversi contesti locali e quali soluzioni si intendano individuare. “Pur comprendendo – conclude Marchetti- che la nuova norma sui permessi è dettata dall’intenzione di evitare abusi, è però evidente la necessità di trovare soluzioni per non limitare l’efficacia di un servizio per il quale molte associazioni si adoperano, che va oltre l’esclusivo trasporto, ma che, in diverse situazioni rappresentano assistenza, accompagnamento e sostegno a persone che si trovano in difficoltà a relazionarsi e sbrigare le procedure con le strutture socio-sanitarie”.