ROBERTA MORI (PD) PRIMA FIRMATARIA DI UNA RISOLUZIONE: «Si prevedano finanziamenti per valorizzare questa nostra Madre della Repubblica e donna esemplare»

“Nel centenario della nascita che cade il prossimo anno e nel ventesimo dalla sua scomparsa il 4 dicembre 1999, la figura di Nilde Iotti continua ad essere oggetto di studio e riflessione, oltre che esempio fulgido di donna impegnata in politica e nelle istituzioni, dedita ai valori democratici di libertà, solidarietà e giustizia sociale con grandi capacità di coraggio ed equilibrio.” Si apre così la Risoluzione che Roberta Mori ha iscritto oggi in Assemblea legislativa, con le firme di colleghi e colleghe della maggioranza tra cui il capogruppo Stefano Caliandro e il segretario regionale PD Paolo Calvano, Igor Taruffi e Yuri Torri di SI, Silvia Prodi del Gruppo Misto. «Impegniamo la Regione in vista di queste ricorrenze poiché già adesso e non solo nel Reggiano – spiega la Consigliera Mori – vari Comuni, istituzioni ed associazioni stanno predisponendo progetti di studio, approfondimento, divulgazione e altre iniziative per celebrare questa nostra Madre Costituente.»

L’ordine del giorno impegna dunque sia la Giunta che l’Assemblea regionale a sostenere sin d’ora con il proprio patrocinio le celebrazioni pubbliche locali, a “divulgare attraverso i propri canali comunicativi istituzionali tali ricorrenze”, a promuovere lo studio, la conoscenza, “la valorizzazione femminile e di genere di questa protagonista della vita democratica repubblicana”, pioniera dei diritti delle donne. Richiamando poi un recente bando della presidenza del Consiglio dei Ministri di sostegno agli studi su Nilde Iotti, secondo la Consigliera reggiana del PD la Regione Emilia-Romagna può fare anche di più: «nella Risoluzione chiediamo che le migliori progettualità, a partire da quelle che coinvolgono le giovani generazioni, trovino finanziamento attraverso stanziamenti in bilancio – sottolinea Mori – considerato che gli strumenti ci sono, dalla Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere L.R. 6/2014 sino ai bandi regionali sulla Memoria del Novecento.»