Pasquale Gerace: “Tutti impegnati per chiedere l’intervento del Governo per la conservazione e il restauro della casa del grande Maestro Verdi”

 

Per la rinascita di Villa Verdi, l’abitazione del grande compositore che si trova a Sant’Agata nel Comune di Villanova d’Arda in provincia di Piacenza, l’impegno dell’Assemblea Legislativa è bipartisan. Approvata infatti in Commissione cultura una risoluzione presentata compattamente dai consiglieri del parmense Rainieri, Gerace e Daffadà e piacentini Molinari e Rancan.

“In questi anni – ha ricordato il consigliere regionale Pasquale Gerace in Commissione – abbiamo presentato atti formali e approvato una legge regionale che tutela le case dei personaggi che hanno fatto la storia dell’Emilia-Romagna. Villa Verdi è una di queste e oggi ospita una parte museale, aperta alle visite del pubblico, nella quale sono custoditi preziosi cimeli riguardanti la vita di Giuseppe Verdi. L’altra parte è la dimora di uno dei discendenti, e curatore del patrimonio museale, del grande Maestro”. “L’immobile e le sue pertinenze però, versano in uno stato di incuria – ricorda con preoccupazione il consigliere Pd – e necessitano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria non più procrastinabili. La proprietà però non intende muoversi in tal senso”.

“Per questo – spiega Gerace – sollecitiamo la nostra Regione a promuovere l’acquisizione dell’immobile da parte del Governo. E a procedere di concerto con gli enti locali e le associazioni del territorio per mettere in atto tutto ciò che serve alla rinascita di un immobile simbolo di cultura, arte, e conoscenza. L’eredità tangibile di Giuseppe Verdi è un patrimonio di livello mondiale e non possiamo permetterci che non sia preservato e valorizzato”.

Il Consigliere Gian Luigi Molinari precisa che “la Regione non è mai venuta meno al suo ruolo di coordinamento istituzionale territoriale, nonché a quello di concertazione, che oggi può essere rafforzato, alla luce degli ultimi eventi – la notizia della chiusura al pubblico, prevista a partire dal giorno 31 del corrente mese – con la convocazione di un tavolo tecnico istituzionale al fine di individuare soluzioni condivise con gli Enti locali e lo Stato, per mantenere fruibile al pubblico l’immobile, qualora vi siano le condizioni di sicurezza, e per l’acquisizione, restauro e gestione”.