Nella Giornata dedicata, dall’Assemblea Legislativa voto unanime per sostenere le politiche di contrasto e prevenzione alla violenza di genere

Anche quest’anno la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è un punto fermo. Anzi, proprio la straordinarietà della diffusione della pandemia ci mostra quanto il tema sia attuale e urgente. La crisi del lavoro e sociale che sta colpendo con maggior forza le donne è solo una parte del problema. Nel periodo marzo-giugno 2020, infatti, sono più che raddoppiate le telefonate di denuncia di soprusi e maltrattamenti giunte al numero verde regionale, il 1522. Le donne, quindi, non sono solo discriminate, sono oggetto di violenza psicologica, fisica ed economica soprattutto quando si trovano al chiuso delle mura domestiche.

Rilancio quindi la proposta, che ho avanzato in più sedi, di un reddito di libertà per le donne che escono dalle case rifugio o decidono di allontanarsi da chi vuole prevaricare su di esse. Solo se garantiremo autonomia economica e abitativa a chi fugge dalla violenza, potremo davvero ridurre le relazioni violente.

L’impegno ad individuare azioni, obiettivi e finanziamenti integrati e strutturali per contrastare e prevenire la violenza di genere, cogliendo l’occasione della stesura del Patto per il Lavoro e per il Clima e del Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna, è stato sottolineato oggi in Assemblea legislativa con l’approvazione all’unanimità di un documento stilato con il contributo di tutte le forze politiche.

Il tema economico si allaccia a quello dei compensi e dell’equità nel mondo del lavoro, delle politiche di conciliazione e del sistema di welfare che ancora grava quasi tutto sulle spalle delle donne. Smetteremo di parlare, di confrontarci, di agire su questo solo quando non ce ne sarà più bisogno. Sarà un bel giorno, ma i dati oggi ci indicano che è ancora lontano.