“Ogni anno l’incubo si ripete appena la stagione marittima, timidamente, riparte: la completa congestione del raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi, che non è solo la via che più velocemente collega la costa dei Lidi alla Città di Ferrara e alla rete autostradale, ma è anche l’arteria che centinaia di lavoratori e studenti pendolari percorrono quotidianamente col diritto di farlo in sicurezza e velocità. A tutto questo si sommano i gravissimi problemi della viabilità secondaria, che tra strade provinciali chiuse e cantieri per la manutenzione sempre insufficiente è anch’essa al collasso”. Ad intervenire sono i consiglieri regionali Pd ferraresi Marco Fabbri e Marcella Zappaterra.

“Come consiglieri regionali stiamo insistendo, in accordo con la Provincia e con gli enti locali coinvolti, per realizzare una rete viaria adeguata, che soddisfi le esigenze di sicurezza e velocità di cui parlavamo poc’anzi e che è innegabilmente un elemento di competitività territoriale – sottolineano – Il Recovery assegna 55 milioni all’area emiliano-romagnola e veneta del Delta del Po e la Regione è impegnata sul fronte delle aree interne, compresa quella del Basso Ferrarese. Ma la fotografia che ci hanno consegnato queste prime settimane di riapertura degli spostamenti rischia di vanificare questo impegno”.

“È evidente che occorre fare di più, sia a livello regionale che governativo – aggiungono Fabbri e Zappaterra – Serve una decisa accelerazione sulle infrastrutture che aspettiamo da troppo tempo e sulla manutenzione delle strade esistenti. Oltre a tutto questo, i collegamenti lungo gli assi est-ovest e nord-sud vanno comunque potenziati. Se non si agisce parallelamente su questi due fronti, rischiamo di vanificare l’investimento sulle aree interne e di non essere competitivi sul turismo. Con conseguente grave danno per i cittadini e l’economia”.

“Le potenzialità turistiche e quelle produttive e industriali in quest’area potranno essere rilanciate solo con collegamenti adeguati a servire tutto il sistema. La mobilità è la chiave dello sviluppo e non possiamo continuare a ripiombare nell’incubo delle code interminabili, dei cantieri estivi e dei tamponamenti a catena”.